kamakupa

KAMAKUPA

Prosegue e si evolve il progetto APRI GLI OCCHI, nella città di Kamakupa, nato originariamente con l’idea di formare docenti provenienti dai villaggi più lontani, destinati poi a tornare a insegnare nelle zone di origine. Il progetto, che nei suoi questi primi tre anni ha accompagnato 7 corsisti fino alla fine del cammino (fornendo loro vitto, alloggio e materiale scolastico, ma anche un sostegno economico per le famiglie che durante il percorso formativo sono state private dell’apporto lavorativo dei congiunti), dal 2014 si è esteso, offrendo un supporto alla carriera scolastica di 18 ragazzi tra i 10 e 17 anni. Per il primo anno i fondi stanziati dalla PFK hanno coperto le spese per il vitto e la struttura (una sorta di collegio comprensivo di dormitorio, cucina, mensa e aule), risistemata in collaborazione col governo angolano che paga gli stipendi dei docenti e che verrà utilizzata anche dai bambini del territorio, se non proprio per l’intero ciclo di studio di 9 anni, almeno dagli alunni del primo ciclo (i primi 4 anni delle “elementari”).

PFK 2012 – LAVORI IN CORSO
KAMAKUPA – PROGETTO “OKUPOTULUKA – APRI GLI OCCHI”

Il progetto “Apri gli occhi” è ormai giunto al suo terzo anno: era nato a Kamakupa con l’intento di formare docenti provenienti dai villaggi circostanti, personale che volesse poi tornare ad insegnare nelle zone di provenienza, troppo lontane dalle scuole della città perché gli alunni riuscissero a raggiungerle. I sedici docenti seguiti nel corso del 2011 hanno concluso il primo anno di formazione, ma solo sette hanno proseguito per tutto il secondo anno e sono intenzionati a concludere tutto il percorso formativo triennale.
Purtroppo questa defezione è dovuta alla pressione delle famiglie che ritengono il percorso formativo insufficiente per esser riconosciuto a livello statale e temono di conseguenza che i loro cari non troveranno lavoro a fine di tale percorso, o ancora più in generale hanno troppo bisogno del lavoro dei loro parenti nei campi per dar fiducia al questa nuova possibile esperienza professionale.
Da quest’anno, dopo il primo anno di pre-alfabetizzazione guidato dai docenti della Promaica, i corsisti rimasti sono stati reinseriti nel circuito formativo pubblico e il progetto che ha avuto meno spese per i docenti ha però pagato i certificati di passaggio dalla scuola parrocchiale alla scuola pubblica.
Fortunatamente i corsisti rimasti vengono da tutti e tre i villaggi bisognosi di personale educativo (Umpulo, Ringoma e Miunha) e la loro esperienza a Kamakupa, all’interno del nuovo percorso formativo pubblico potrebbe essere d’incoraggiamento per nuove adesioni al progetto.
Nell’ultimo anno, all’interno del progetto, la PFK ha sostenuto le spese per la costruzione di un refettorio che va ad aggiungersi alle stanze dei corsisti precedentemente edificate. Come sempre abbiamo fornito ai corsisti rimasti il vitto per l’anno, le spese per i tre viaggi annuali verso le loro famiglie e il contributo economico a sostegno delle famiglie stesse che durante l’anno vengono private del loro appoggio lavorativo.

PFK 2010 – PROGETTO “OKUPOTULUKA—APRI GLI OCCHI” LA PARTENZA

Il campo estivo 2010 ci ha portato a Kamakupa, città situata al centro geografico dell’Angola che aggrega a se tre villaggi e le circostanti zone rurali: Umpulo, Ringoma e Miunha, rispettivamente a 100km, 50km e 24km di distanza da Kamakupa.
Ed è proprio la distanza dalle scuole della città e la carenza dei mezzi pubblici a determinare una forte evasione scolastica.
Così, considerando l’importanza del processo di alfabetizzazione ai fini del raggiungi-mento di una vera democrazia e di un’autentica promozione umana, la PFK, in collaborazione con la diocesi, la PRO-MAICA (associazione donne cattoliche angolane) e la comunità locale di Kamaupa ha
pensato di aderire a questo progetto di riqualificazione culturale.

Il progetto intende cioè aggirare il problema della distanza dalle scuole cittadine, formando un gruppo di docenti provenienti dai comuni interessati che, dopo un ciclo di tre anni di studio possano tornare ad insegnare nel loro villaggio.
Perciò, considerando i due turni scolastici giornalieri e la composizione media delle classi che nella zona è di circa 60 alunni, ad ognuno di questi insegnanti potrà così essere affidata la formazione di circa 120 bimbi l’anno.

AAA… CERCASI…

All’interno del progetto, unitamente alla raccolta fondi, si prevede la raccolta di materiale scolastico
(quaderni, blocchi, penne, matite, colori in confezioni dalle dimensioni modeste per facilitare la spedizione) da inviare tramite container.

Il materiale scolastico potrà esser portato al BANCHETTO DELLA PFK, in occasione delle feste della Parrocchia S.Carlo Borromeo (18-19 settembre e 25-26 settembre, in via de Nicola, 6 – 20098 San Giuliano Milanese—MI) o nei successivi banchetti cittadini.

Chi volesse poi sostenere economicamente il progetto può farlo con una donazione liberale (fiscalmente detraibile) alla PFK
a mezzo

• bonifico bancario sul c/c bancario n.647 intestato a “PFK – Proxima Fermata Kuito”, IBAN IT14 G030 3233 7100 1000 0000 647 – presso CREDEM, Filiale di San Donato, Causale : Donazione Liberale – Progetto APRI GLI OCCHI

• assegno bancario intestato a “PFK – Proxima Fermata Kuito”

Per ulteriori informazioni su questo e altri progetti o saperne di più sulla PFK …

vi aspettiamo alla FESTA DELLA PARROCCHIA S.CARLO e sul sito internet: www.pfkuito.it
(e-mail info@pfkuito.it)

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Ambulatorio di Kuito – Assistenza Medica

Quest’operazione è partita nel 2004 tramite 3 medici volontari che hanno offerto il loro servizio presso l’ambulatorio medico di Kuito.         Il progetto è stato portato avanti nell’estate del  2005,  dalla dr.ssa Tassoni (dermatologa) la quale ha potuto svolgere la sua attività direttamente all’ospedale della città di Kuito; nel 2006 e nel 2007 da due infermiere volontarie che hanno prestato la loro opera presso l’ambulatorio medico del lebbrosario.

Riguardo infine l’approvvigionamento dei medicinali, la diocesi di Kuito che da anni ha avviato una campagna di aiuto all’infanzia, ha chiesto alla PFK di sostenerli nella lotta alla malaria infantile, finanziando una parte dei costi di acquisto di antimalarici pediatrici.

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Adozione Seminarista

L’attuale Seminario minore, nato nel 1963, ha funzionato fino al 1978 sia come Seminario che come Collegio e Liceo. Totalmente distrutto tra 1992 e 1996,  la ricostruzione successiva del 1997/98 è stata a totale carico della diocesi, mentre i primi seminaristi sono rientrati nel 1998.

I seminaristi sono ragazzi provenienti da tutta la provincia del Biè (regione dell’Angola centrale) di età compresa tra gli 11 e i 20 anni e che approdano al seminario al fine di iniziare un percorso di studi per prepararsi ad affrontare il mondo del lavoro o livelli di istruzione superiore (università) con specializzazioni in discipline religiose e non.

Dove infatti la disoccupazione e mancanza di prospettive segnano il destino di molti giovani l’unica strada efficace contro l’influsso della malavita, dell’alcol, della violenza, passa attraverso la riqualificazione culturale e professionale.

La struttura del Seminario di Kuito si articola su 5 classi (corrispondenti alla nostra scuola superiore, dalla VII all’XI classe) con circa 15 studenti per classe e un totale di 73 studenti.

L’attuale piano di studi prevede il solo indirizzo di SCIENZE UMANE, mentre è in progetto un accordo col Governo, per il futuro riconoscimento del titolo di studio, da equiparare ad un titolo liceale, con l’aggiunta di un secondo indirizzo di SCIENZE BIOLOGICHE.

Vista la situazione economia dell’istituzione e il suo ruolo formativo per una popolazione giovanile che, solo dopo i 18 anni (e dunque solo dopo l’uscita dal seminario minore) farà una scelta vocazionale definitiva, si propone la promozione dell’opera educativa del Seminario minore di Kuito, attraverso l’adozione a distanza di 8 dei suoi seminaristi, scelti tra i più meritevoli e bisognosi di sostegno economico.

 

adozione a distanza seminaristi

 

lebbrosario

Lebbrosario

Con la fine del 2006, è stata conclusa la ristrutturazione del lebbrosario. Il complesso è costituito da sette case con annessi i relativi servizi igienici. Col rientro in Italia della volontaria che per quasi due anni ha svolto la sua attività nella città di Kuito, la manutenzione delle strutture, monitorata tramite Suor Carmelita (la suora brasiliana che ci ha fatto conoscere le problematiche del lebbrosario), è affidata alla comunità locale e all’impegno dei volontari dei campi estivi, che a partire dall’agosto 2006 hanno cominciato il primo corso di igiene, diretto alle fornire alle famiglie dei lebbrosi delle indicazioni basilari per la pulizia della casa e l’uso dei servizi igienici.

 

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