Mission


Il desiderio di poter sostenere e seguire con maggior efficacia e continuità la comunità di Kuito Bie (Angola) e di accompagnarla nel lungo cammino verso il raggiungimento di uno sviluppo equo e dignitoso, ha fatto nascere nei volontari della Parrocchia San Carlo Borromeo la convinzione della necessità di costituire un’entità giuridica nuova e più strutturata.
Per tale motivo, il 18 febbraio del 2005, è stata costituita l’Associazione di Volontariato PFK – Proxima Fermata Kuito.

Lo scopo della PFK è di svolgere ogni attività di cooperazione allo sviluppo prestando (soprattutto mediante l’impiego di volontari) collaborazione, assistenza tecnica, igenico-sanitaria e di addestramento professionale, con aiuti sia materiali che finanziari, alle popolazioni dei paesi in via di sviluppo e, più in generale, la dove si manifesta ogni forma di povertà ed emarginazione.
Ciò significa aiutare tali popolazioni a divenire protagoniste del proprio destino e del proprio sviluppo culturale, civile, sociale ed economico, cessando di essere oggetto di assistenza e diventando responsabile soggetto di condivisione di progetti ed iniziative.

L’azione e lo sforzo della nostra associazione è attualmente concentrato nella città di Kuito, nell’altopiano del Bie (Angola centrale).
La storia di questo paese segue come in un triste copione quella di molte realtà dell’Africa e del terzo mondo. Dopo gli anni di colonizzazione portoghese vi è stata una delle più lunghe e sanguinose guerre civili terminata solamente nel 2002/2003.
Agli occhi di chi ha avuto l’occasione di recarsi in questo martoriato paese l’attuale situazione è subito apparsa estremamente drammatica. La potenza distruttiva della guerra ha avuto qui il massimo dei suoi effetti: le città come Kuito sono state praticamente distrutte dalle azioni di guerriglia ed i villaggi più poveri hanno ulteriormente limitato le possibilità di crescita e ripresa.

Fra i progetti avviati già nel 2004 ricordiamo quello più urgente ed impegnativo dal punto di vista finanziario: la realizzazione di un ambulatorio medico presso la città di Kuito che possa dare alla popolazione dei vicini villaggi un riferimento per ogni problematica di carattere sanitario (l’Angola continua a primeggiare nelle statistiche di mortalità per malaria infantile e non solo).
L’obiettivo della PFK è di concludere la prima fase del progetto che consta nella ristrutturazione di un edificio sito nella proprietà della diocesi di Kuito ed identificato come ideale per la realizzazione dell’ambulatorio.
Nella fase successiva (che partirà verosimilmente nella seconda metà del 2006) si procederà all’arredamento dello stesso attraverso l’acquisto (o le donazioni di alcuni ospedali milanesi con i quali la PFK è già in contatto) di materiali e strumenti chirurgici.
Al termine di questa seconda fase la PFK vuole continuare ad essere un punto di riferimento per l’ambulatorio nel rifornimento dei medicinali.

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Oltre alla attività in campo sanitario si è privilegiato anche l’aspetto educativo/ lavorativo. Infatti, si è provveduto al completamento dell’allestimento della sala computer del seminario e la gestione di corsi di informatica.

Da ricordare inoltre il “progetto donna” partito in occasione del campo di lavoro 2005.
Esso si basa sul presupposto che il ruolo delle donne angolane, poiché centrale all’interno della famiglia, debba necessariamente essere riabilitato e riqualificato.

Spesso, a causa dell’elevato tasso di disoccupazione maschile, la donna diviene unico sostentamento economico della famiglia. Per tale ragione la PFK ha promosso e gestito una serie di corsi ed iniziative formative con lo scopo di aiutare le donne angolane ad intraprendere piccole attività commerciali attraverso la produzione e la vendita di manufatti.
La ristrutturazione del lebbrosario di Kuito rappresenta il nuovo progetto che la comunità stessa ci ha chiesto di sostenere.
La presenza, in Angola, di una malattia cosi tremenda quanto “antica” ci fa capire chiaramente lo stato di arretratezza del sistema sanitario locale e la sua totale inadeguatezza alle esigenze della popolazione.
L’edificio nel qualche attualmente sono ospitati i malati è alquanto fatiscente e necessita di una profonda ristrutturazione.

Il lavoro dell’associazione oltre che su di una rete di persone presenti presso la Parrocchia di San Carlo al Villaggio di San Giuliano Milanese, si avvale di due volontarie sangiulianesi presenti a Kuito che coordinano l’attività locale.