ELEZIONI PARLAMENTARI "CREDIBILI, PACIFICHE E TRASPARENTI"

Pur essendo stato necessario ieri un supplemento di voto in 320 sezioni elettorali della capitale Luanda, le elezioni parlamentari sono state definite "credibili, pacifiche e trasparenti" da John Kunene, capo della missione di osservatori della Comunità di sviluppo dell'Africa australe (Sadc). Kunene, che era a capo di 80 osservatori presenti in 15 delle 18 provincie del paese, ha anche elogiato il livello di pazienza, tolleranza e maturità politica dimostrato dal popolo dell'Angola in questa consultazione elettorale, la prima del suo genere in 16 anni per il rinnovo di 220 seggi parlamentari. E' in corso intanto lo spoglio delle schede e, secondo i primi risultati ufficiosi il partito del presidente Eduardo dos Santos, lo Mpla, sarebbe largamente in testa; per i risultati ufficiali e definitivi, secondo la Commissione elettorale nazionale, sarà comunque necessario più tempo; verranno anche esaminati i ricorsi presentati dall'opposizione che, a causa del supplemento di voto nella capitale, ha chiesto annullamento e rifacimento della consultazione.
[Fonte Misna 7/9/2008]





ELEZIONI PARLAMENTARI... – 3

Dopo aver visitato otto sezioni elettorali della capitale Luanda, in una conferenza-stampa Luisa Morgantini ha in pratica smentito gran parte delle affermazioni negative che organi di stampa internazionale le avevano in un primo momento attribuito e, secondo l’agenzia di stampa locale ‘Angop’, ha anzi detto: “Lo straordinario è che tutti chiedono di votare e senza alcun timore. Ciò positivo e dimostra la regolarità della consultazione”. La Morgantini ha ribadito che all’inizio era stata soltanto “contrariata” dal ritardo nell’apertura di alcuni seggi, soprattutto a Luanda. Secondo il presidente della Commissione elettorale nazionale (Cne), i problemi riguardano soltanto 320 sezioni su pià di 2500 nella capitale e le difficoltà di organizzazione sono cominciati a monte dei servizi elettorali, ovvero nei servizi anagrafici. Da molti altri centri del resto del paese, dove non è chiaro se in qualche caso il voto è in corso anche oggi, la polizia ha fornito finora rapporti di operazioni svoltesi nella calma, con tutta regolarità e con un’affluenza notevole. Nelle province di Huambo e Moxico, che contano circa due dozzine di comuni, le elezioni si sono concluse serenamente ieri sera ed è già in corso lo spoglio delle schede. Anche dalle province di Benguela e Huìla giungono notizie soltanto positive. Per tutta la popolazione “si vince con umiltà e si perde con dignità” ha detto all’agenzia ‘Angop’ Jemix Sacassanje, un esponente politico della provincia di Moxico, sottolinenando il clima di partecipazione pacifica e democratica a un voto che riguarda, dopo 16 anni, 220 seggi parlamentari e viene considerato ‘storico’ oltre che un test rispetto alle presidenziali dell’anno prossimo in cui il presidente Eduardo dos Santos del Movimento para a Libertação de Angola (Mpla), in carica da 29 anni, si presenterebbe nuovamente candidato. Per molti osservatori lo Mpla potrebbe uscire vincitore anche dalle parlamentari in corso - i cui risultati ufficiali dovrebbero essere noti entro un massimo di due settimane - ma la stessa Unita, in cui dovrebbe poter ottenere un buon risultato. Nel parlamento eletto 16 anni fa, la maggioranza relativa con 120 seggi è dello Mpla, l’Unita ha 70 seggi e i deputati rimanenti, fino a un totale di 220, appartengono a formazioni minori. Alle elezioni attuali partecipano 10 partiti e quattro coalizioni; tra i candidati dell’Unita c’è anche Rafael Savimbi, figlio ed erede morale di Jonas Savimbi, per decenni a capo sia dell’Unita sia di una lunga guerriglia, ucciso in circostanze poco chiare nel 2002.
[Fonte Misna 6/9/2008]





ELEZIONI PARLAMENTARI... – 2

E’ stato Isaías Samakuva, numero uno del partito d’opposizione Unita (União Nacional para a Independência Total de Angola) achiedere che ,a causa dei ritardi e della disorganizzazione di ieri, si tengano elezioni parlamentari ex-novo. Nella capitale Luanda molte sezioni elettorali ieri hanno aperto in ritardo e alcune, a quanto pare, non disponevano neanche degli elenchi degli aventi dirittial voto. Secondo Luisa Morgantini, vice-presidente dela parlamento europeo a capo di una delegazione di 120 osservatori, citata da organi di stampa internazionali, lo svolgimento della consultazione non ha avuto un andamento “problematico” a Luanda o almeno in alcune aree di Luanda dove in totalo hanno diritto al voto non meno di un milione e 600.000 persone. LA Commissione elettorale ha deciso di riaprire per oggi almeno 320 sezioni in cui il voto si starebbe ora svolgendo con regolarità.
[Fonte Misna 6/9/2008]





ELEZIONI PARLAMENTARI: UN GIORNO IN PIU' PER VOTARE

Si chiuderanno stasera tra le 10 e le 20 i seggi in cui da ieri - quando si sono avute difficoltà logistiche - stanno votando gli otto milioni e 300.000 aventi diritti regolarmente registrati per queste prime elezioni parlamentari dopo 16 anni. La giornata elettorale doveva essere unica, concludedndo le operazioni ieri sera ma numerosi e cospicui ritardi hanno costretto il servizio elettorale a prolungare di un'intera giornata le operazioni di voto. "Radio Nacional de Angola" ha ripetutamente anunciato il prolungamento della consultazione in particolare nella capitale Luanda in cui risiede il 20% dei votanti. Ovviamente, c'è già chi sta chiedendo un completo rifacimento delle elezioni.
[Fonte Misna 6/9/2008]





ELEZIONI PARLAMENTARI (3): SI CHIUDONO I SEGGI, VOCI DA LUANDA E CAXITO

“Ho visto file davanti ai seggi già di primo mattino, credo ci sia stata una buona partecipazione”: manca poco alla conclusione della giornata elettorale in Angola e, da Luanda, don Jose Andrade Moma racconta alla MISNA di un clima “pacifico” e in alcuni casi “gioioso”. “E’ vero – dice il sacerdote - ci sono stati ritardi iniziali e un po’ di disorganizzazione, ma nel complesso la gente sembrava contenta di poter esercitare il diritto di voto”. Don Jose vive nella “Cidade Alta”, il quartiere dei palazzi coloniali portoghesi che guardano il golfo. E’ qui che stamattina il presidente Eduardo Jose dos Santos ha deposto la sua scheda e promesso “una nuova era politica, un nuovo modo di servirsi della politica per raggiungere i nostri obiettivi”. Sul confronto tra il partito di governo e gli ex-ribelli dell’Unita preferisce non pronunciarsi monsignor Antonio Jaca, vescovo di Caxito, una cittadina circa 50 chilometri a nord della capitale. A telefono con la MISNA il presule dice che, “a parte alcuni problemi iniziali” riconosciuti anche dal presidente della Commissione elettorale nazionale, le operazioni di voto si sono svolte “senza incidenti”. “A Caxito oggi c’era il sole – dice monsignor Jaca – e nei seggi un continuo via vai”.
[ Fonte Misna 5/9/2008]





ELEZIONI PARLAMENTARI (2): "A LUANDA L’ATMOSFERA E’ TRANQUILLA”

“Non ci saranno problemi seri, in Angola hanno troppa voglia di pace”: don Luigi Frattin, a Luanda con la Società delle missioni africane (Sma), dice alla MISNA che poche ore dopo l’inizio delle operazioni di voto “l’atmosfera è tranquilla”. “Qui nel sobborgo di Kikolo – racconta il religioso – nelle ultime settimane hanno fatto campagna elettorale rappresentanti di tutti i partiti e non ci sono mai stati scontri né incidenti”. Per diversi aspetti don Frattin sembra condividere il giudizio negativo sull’organizzazione della giornata elettorale a Luanda espresso oggi dagli osservatori dell’Unione Europea (UE). “Tre ore dopo l’apertura ufficiale delle urne – dice il missionario - nei seggi improvvisati di Kikolo non si era ancora cominciato a votare perché le schede e le liste elettorali sono arrivate all’ultimo momento”. Il voto segue una campagna piuttosto animata, durante la quale hanno potuto far propaganda tutte le forze politiche. Secondo don Frattin, però, il partito di governo ha beneficiato del sostegno dei mezzi di informazione pubblici e contato su risorse finanziarie “molto maggiori” di quelle a disposizione dei rivali. La “confusione” e i ritardi di oggi, comunque, sono già un successo: “La guerra è stata terribile – dice il missionario di Kikolo – e nel ricordo della gente le elezioni erano un dramma”.
[Fonte Misna 5/9/2008]





Bié - Bispo apela ao respeito dos resultados das eleições

Kuito -O bispo da Diocese do Kuito (província do Bié), dom José Nambi, exortou aos líderes políticos e governantes a aceitarem e respeitarem os resultados das eleições legislativas, que acontecem hoje no país.
Dom José Nambi, que falava à imprensa depois de exercer o seu direito de cidadania, sublinhou que os líderes políticos e governantes devem respeitar os resultados, por forma "a se evitar situações semelhantes a de alguns países de África".
"Os que perderem devem aceitar os resultados e os vencedores devem ser humildes, para com o povo que os elegeu", disse, esperando que as eleições tragam sossego e bem-estar aos angolanos.
Por seu turno, o secretário provincial da Igreja Evangêlica de Angola (IECA) considerou importante a realização das segundas legislativas no país, porque vai permitir aos angolanos, com capacidade eleitoral, exercer livremente o seu direito de cidadania.
Manifestou-se satisfeito pela adesão da população às assembleia de voto, o que mostra também o grande trabalho que as igrejas realizaram no período de campanha eleitoral.





ELEZIONI PARLAMENTARI: APRONO LE URNE

Sono iniziate alle sette di questa mattina ora locale le operazioni di voto in Angola, dove circa otto milioni di aventi diritto sono chiamati alle urne per la prima volta dal 1992 e dalla fine di un conflitto civile durato 27 anni. Alla consultazione legislativa prendono parte 10 partiti e quattro coalizioni, ma la maggior parte degli esperti ritiene scontata la vittoria del Movimento popolare per la liberazione dell’Angola (Mpla), il partito al governo dal 1975. La principale forza di opposizione, gli ex-ribelli dell’Unione nazionale per l’indipendenza totale dell’Angola (Unita), ha accusato il governo di intimidazioni nei confronti delle voci critiche e dei mezzi di informazione “non allineati”; un giudizio positivo sulla preparazione al voto è però arrivato dalle missioni dell’Unione Europea e della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (Sadc), presenti in Angola rispettivamente con 100 e 200 osservatori. Nell’ultima legislatura lo Mpla controllava 116 seggi, a fronte dei 70 dell’Unita; a favorire un successo del partito di governo dovrebbe essere la crescita economica degli ultimi anni che, favorita da enormi rendite petrolifere, non ha però beneficiato più di tanto i settori poveri della società.
[Fonte Misna 5/9/2008]





PER RIFLETTERE INSIEME (Con Rafael Savimbi, su elezioni parlamentari ‘storiche’ e di pace)

"Il nostro è un impegno di riconciliazione nazionale… L’esperienza del passato è stata molto negativa per il paese… ora vogliamo andare avanti… L’Unita ha fatto pressioni sul governo affinché si tenessero queste elezioni che sono già una vittoria per l’Unita…Ci sono state molte vittime per l’Unita e per lo Mpla, ma adesso abbiamo l’occasione di dimostrare che finalmente siamo pronti a essere uniti…La gente vuole un futuro migliore. Ora è cruciale che l’Angola continui a tenere elezioni ogni quattro anni”. [Rafael Savimbi, candidato a un seggio parlamentare per l’Unita (União Nacional para a Independência Total de Angola) di cui fu già esponente suo padre Jonas Malheiro Savimbi, ucciso nel 2002 dopo decenni di guerriglia.]
[Fonte Misna 5/9/2008]





EDIZIONE DEL 5 SETTEMBRE 2008 - MISNA

Il notiziario di oggi comincia tra poco con una riflessione affidata all’invito alla riconciliazione nazionale formulato da Rafael, figlio di Jonas Malheiro Savimbi, soprannominato ‘El Galo nero’, dal 1961 controverso capo guerrigliero in Angola e principale esponente dell’Unita (União Nacional para a Independência Total de Angola), ucciso nel febbraio 2002 per scopi e in circostanze rimasti poco chiari e discutibili. Divenuto scomodo soprattutto per Washington che pure lo aveva sostenuto, si racconta che Savimbi, sfuggito in precedenza a una dozzina di attentati nell’arco di decenni di dura guerra civile, divenne facile bersaglio di sicari ‘occidentali’ a causa dei segnali emessi da un telefono satellitare che gli era stato fornito proprio allo scopo di localizzarlo ed eliminarlo. Suo figlio è ora candidato alle importanti elezioni parlamentari che si svolgono oggi e che vedono l’Unita di fronte allo Mpla (Movimento Popular de Libertação de Angola) il partito del presidente Eduardo Dos Santos, in carica da 29 anni e già possibile candidato alle presidenziale dell’anno prossimo. Le parole del giovane Savimbi suonano come un augurio di pace e concordia per un paese che è gia stato troppo a lungo vittima di scontri in gran parte alimentati da altri paese a danno della popolazione locale.
[Fonte Misna 5/9/2008]





VOTARE DOPO LA GUERRA (2): DA OSSERVATORI PRIMO GIUDIZIO POSITIVO

“Finora il processo elettorale ha rappresentato un passo avanti verso la democrazia”: è nel complesso positivo il giudizio espresso alla vigilia delle parlamentari in Angola dall’eurodeputata Luisa Morgantini, che guida la missione dei circa 100 osservatori dell’UE. “Per le strade di Luanda ci sono le bandiere del partito di governo ma anche quelle dell’opposizione”, dice la parlamentare alla MISNA. “Tutti i partiti – aggiunge la Morgantini - chiedono toni moderati e parlano di libertà di espressione e diritto di scelta”. In linea con le prime valutazioni della missione europea è il giudizio di John Kunene, responsabile dei 200 osservatori della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (Sadc), secondo il quale “ci sono tutte le condizioni per elezioni libere e corrette”. Nei giorni scorsi alcune organizzazioni non governative occidentali avevano espresso perplessità sul carattere “democratico” del voto e denunciato “intimidazioni nei confronti dell’opposizione e dei media”; un giudizio condiviso solo in parte dagli osservatori dell’Unione Europea, pronti però a riconoscere che giornali e tv danno “più spazio al partito di governo”. Il netto vantaggio del Movimento popolare per la liberazione dell’Angola (Mpla), sia in termini di risorse finanziarie che di capacità organizzative, è stato indirettamente sottolineato dal presidente Eduardo José dos Santos in un discorso pubblico pronunciato ieri sera a conclusione della campagna elettorale. A Luanda, di fronte a centinaia di migliaia di persone, il capo dello stato ha affermato che il paese “ha bisogno di una Costituzione moderna per rafforzare la democrazia e lo stato di diritto”; commentatori ed esperti locali sono convinti che lo Mpla può conquistare i due terzi dei seggi del parlamento necessari per modificare la Carta fondamentale.
[ Fonte Misna 4/9/2008]





BREVI DALL’AFRICA

Sono 70.000 gli agenti di polizia dispiegati in ogni angolo del paese per garantire la sicurezza nel corso delle elezioni legislative di domani. L’annuncio è stato dato dalla commissione elettorale alla vigilia di un voto che si preannuncia tranquillo.
[Fonte Misna 4/9/2008]





VOTARE DOPO LA GUERRA: PAURE, SPERANZE E… PARADOSSI

“Dopo gli accordi di pace del 2002, il governo ha potuto contare su entrate enormi. Nelle città sono state costruite strade, ospedali e scuole, anche se molto resta da fare... la gente ha ancora paura della guerra”: è lo sfondo che monsignor Antonio Jaca, vescovo della diocesi settentrionale di Caxito, descrive alla MISNA alla vigilia delle “storiche” elezioni di domani. Del voto, il primo dalle presidenziali del 1992 che riaccesero il conflitto civile iniziato dopo l’indipendenza, scrive la stampa di mezzo mondo; affacciata su un mare di pozzi di petrolio, Luanda è diventata negli ultimi anni la meta privilegiata di multinazionali petrolifere a caccia di nuovi giacimenti e profitti record. In aprile l’Angola ha superato la Nigeria come primo produttore di petrolio dell’Africa; più di recente, il governo ha annunciato investimenti per 100 milioni di dollari nei prossimi cinque anni e annunciato che porterà la produzione nazionale di greggio a due milioni di barili al giorno entro dicembre. Dal 2005 il prodotto interno lordo è cresciuto in media del 20% l’anno, ma il vescovo di Caxito vede luci e ombre: “Soprattutto nelle campagne la situazione non è molto migliorata e, per uno sviluppo duraturo, bisogna rendere l’economia meno dipendente dagli idrocarburi”. Nonostante l'azienda statale 'Sonangol' mantenga quote di maggioranza in tutti i giacimenti, alcuni osservatori ritengono che il petrolio potrebbe servire meglio lo sviluppo nazionale. “Oltre che sulle perforazioni offshore – sottolinea monsignor Jaca – il governo e gli investitori stranieri dovrebbero puntare sulla formazione di tecnici e specialisti locali, un passaggio cruciale per vincere le sfide del futuro”. Ininterrottamente al potere dal 1975, il Movimento popolare per la liberazione dell’Angola (Mpla) non dovrebbe avere difficoltà a conquistare domani la maggioranza dei 220 seggi del parlamento. Al di là delle accuse di irregolarità rivolte al governo durante la campagna elettorale dal principale partito di opposizione, l’Unione nazionale per l’indipendenza totale dell’Angola (Unita), il vescovo di Caxito ritiene che a decidere l’esito del voto saranno le “risorse finanziarie” e le “capacità organizzative” dello Mpla. In uno dei suoi rari interventi trasmessi in televisione, la scorsa settimana il presidente Eduardo José dos Santos ha annunciato “una nuova era democratica” e invitato gli otto milioni di aventi diritto “a non restare a casa il 5 settembre”. In carica dal 1979, il capo dello stato è spesso definito come “un marxista pragmatico”, accusato di corruzione e clientelismo dagli avversari politici ma senza dubbio abile ad attrarre investimenti e crediti miliardari da ogni angolo del pianeta. Il prossimo anno potrebbe decidere di candidarsi per un nuovo mandato e, con un bilancio pubblico di oltre due miliardi e mezzo di dollari, affrontare i problemi profondi del paese. “Le zone rurali – dice da Luanda l’economista Raul Lopes - sono completamente abbandonate a se stesse; acqua potabile ed energia elettrica sono ancora un problema, la povertà è dappertutto”. Fonti missionarie contattate di recente avevano raccontato di “una disoccupazione devastante” e di “una guerra dello sviluppo” ancora da vincere sei anni dopo gli accordi di pace. A testimoniare di una società divisa, dove la maggior parte della popolazione continua a vivere con l’equivalente di 70 centesimi di euro al giorno, è stata anche la Conferenza episcopale dell’Angola: i vescovi avevano definito la strana equazione tra immense risorse naturali e quotidiana lotta per la sopravvivenza “il paradosso dell’abbondanza”. [A cura di Vincenzo Giardina]
[Fonte Misna 4/9/2008]





PER RIFLETTERE INSIEME (Con i vescovi dell'Angola, sul "paradosso dell'abbondanza")

"L'Angola vive una grande contraddizione: siamo privilegiati per l’abbondanza di acqua, terre fertili, risorse ittiche e diverse altre risorse naturali; il paese è il secondo produttore di petrolio nell’Africa sub-sahariana e il quarto maggiore produttore di diamanti del mondo; ma siamo anche uno dei paesi più poveri del mondo in termini di sviluppo umano, cosa che mette in evidenza, in modo chiaro, un fenomeno chiamato ‘paradosso dell' abbondanza’". [Da un messaggio dei vescovi dell'Angola nel novembre 2006; a quasi due anni di distanza, la situazione non è cambiata e sono queste le condizioni in cui domani il paese si reca al voto.]
[Fonte Misna 4/9/2008]